Di Lungoleno - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=69596002Nel dicembre 2024 è stato presentato il quadro complessivo del servizio di interruzione volontaria di gravidanza (IVG) nella Provincia Autonoma di Trento relativo all’anno 2023.
È utile ricordare che il rapporto annuale nazionale sull’attuazione della Legge 194/78 dovrebbe essere trasmesso al Parlamento entro febbraio dell’anno successivo. Tuttavia, al momento della pubblicazione del report trentino, risultava disponibile soltanto il rapporto nazionale con dati fermi al 2022. Questo ritardo non è imputabile alla singola Provincia, ma riflette una criticità strutturale del sistema di monitoraggio nazionale: molte Regioni non rispettano le scadenze e il ritardo si ripercuote a cascata sul Governo, che poi aggiunge i suoi tempi.
Nel panorama italiano, la Provincia Autonoma di Trento e la Provincia Autonoma di Bolzano (che nell’agosto 2025 ha pubblicato i dati riferiti al 2024) si distinguono per una certa puntualità e per la trasparenza. Un comportamento analogo è riscontrabile in Emilia-Romagna, che ha reso pubblici i dati IVG 2023 già nell’ottobre 2024. Si tratta di territori che, diversamente da altri, pubblicano i report online, garantendo accesso pubblico ai dati.
Quando avvengono le IVG/ITG?
In Trentino, nel 92,8% dei casi, l’IVG viene effettuata entro la dodicesima settimana di gestazione.
Un dato particolarmente rilevante riguarda il monitoraggio dei tempi di attesa tra certificazione IVG e intervento: nell’81,8% dei casi l’IVG avviene entro due settimane (in crescita rispetto al 75,5% nel 2022, 80,8% nel 2021, 74,1% nel 2020 e 61,3% nel 2019). Secondo l’OMS, tutte le IVG sono da considerarsi come prestazioni urgenti, da svolgere quanto prima nell’interesse della salute della donna e delle soggettività libere che ne hanno bisogno.
La media italiana da quando una persona ha il certificato in mano fino a quando ha avuto l’IVG è di 15 giorni, con zone in cui si superano i 28 giorni e altre in cui la soglia resta sotto i 7.
In caso di interruzione terapeutica di gravidanza (ITG), l’attesa in Trentino è inferiore agli otto giorni nel 100% dei casi.
Colpisce il fatto che una procedura clinicamente più complessa come l’ITG venga garantita in tempi mediamente dimezzati rispetto all’IVG. Questo scarto è verosimilmente legato all’obbligo della settimana di riflessione previsto dalla Legge 194/78, nonostante le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indichino chiaramente l’opportunità di eliminarlo, nell’interesse della salute fisica e psicologica delle persone.
Dove avvengono le IVG/ITG?
Dal 2018, tutte le IVG e ITG nella Provincia Autonoma di Trento vengono effettuate esclusivamente in strutture pubbliche, a seguito della cessazione dell’attività della clinica convenzionata Villa Bianca di Trento.
Gli interventi sono garantiti presso:
- Ospedale Santa Chiara di Trento
- Ospedale di Rovereto
- Villa Igea di Trento
Dal 2023, anche l’ospedale di Cavalese ha cessato di essere in obiezione di struttura, dopo quasi dieci anni, ma contribuisce soltanto allo 0,8% delle interruzioni di gravidanza.
L’ospedale di Arco, pur essendo centro di riferimento regionale per la procreazione medicalmente assistita (PMA), non dispone più di un punto nascita dal 2017; la popolazione afferente viene quindi indirizzata verso Rovereto.
Migrazioni fuori regione
La Provincia Autonoma di Trento registra un saldo positivo:
- 10% delle IVG effettuate riguarda persone residenti fuori provincia
- 6,2% delle residenti si rivolge a strutture extra-provinciali
Tuttavia, il dato medio nasconde forti disuguaglianze territoriali. Per le persone residenti nel Primiero, il ricorso a strutture fuori provincia raggiunge il 75,0%, mentre nelle altre aree varia:
- 0,0% nella Rotaliana–Paganella, Val di Fiemme e Alta Valsugana
- fino al 20,0% nella Val di Cembra
Questo evidenzia come l’accesso all’IVG non sia omogeneo sul territorio.
Dove si fanno i certificati di IVG?
Nel 2023:
- 77,3% dei certificati IVG è rilasciato dai consultori familiari
- 10,4% dallɜ medicɜ di medicina generale
- 12,1% direttamente dai reparti ospedalieri di ginecologia e ostetricia
Il Trentino si colloca tra le regioni con la più alta percentuale di certificazioni consultoriali, insieme a Emilia-Romagna, Marche, Piemonte e Umbria, indicando una maggiore prossimità del servizio. Nella PA di Bolzano, tuttavia, quasi tutti i certificati vengono eseguiti in reparto.
Come avvengono le IVG?
Nel 74,9% dei casi, l’IVG avviene con metodo farmacologico. Il dato è in costante crescita:
- 73,0% nel 2022
- 71,5% nel 2021
- 55,4% nel 2020
- 36,7% nel 2019
La seconda tecnica più utilizzata è l’isterosuzione secondo Karman (21,7%).
Villa Igea di Trento si distingue per un ricorso quasi esclusivo a questa procedura (98,3% nel 2023), dato che meriterebbe ulteriori approfondimenti.
Persone con cittadinanza straniera
Nel 2023, le persone con cittadinanza straniera rappresentano il 24,4% delle IVG nella Provincia Autonoma di Trento, in calo rispetto al 30,9% nel 2022 e inferiore alla media nazionale (27,4%).
Con che anestesia?
Nel 2023:
- 22,4% anestesia generale
- 12,1% analgesia
- 4,8% sedazione profonda
Attraverso il metodo farmacologico è stato possibile ridurre significativamente gli interventi in anestesia generale.
Che problemi ci sono stati?
Su 603 IVG:
- 1 caso di reazione allergica
- 4 casi di emorragia (<2%)
- 12 casi di aborto incompleto o mancato
Per confronto, il Rapporto sulla natalità in PA di Trento (2022) indica che il 27% dei parti ha presentato un’emorragia post-partum. I dati sono coerenti con le stime OMS e confermano la sicurezza delle procedure IVG.
Chi è che ha bisogno di IVG/ITG?
L’età media è di 30,2 anni.
Fasce principali:
- 30–34 anni: 23,6%
- 35–39 anni: 21,2%
- 20–24 anni: 19,4%
- 25–29 anni: 17,7%
Le persone minorenni rappresentano meno del 3%.
L’indagine HBSC evidenzia un uso prevalente di preservativo e coito interrotto tra adolescenti, con scarso utilizzo di contraccezione ad alta efficacia, sottolineando la necessità di educazione sessuale strutturale e di un’aumento dell’accessibilità alla contraccezione.
Dati sull’obiezione di coscienza
I dati più recenti disponibili si riferiscono al 2022.
In Trentino, il carico di lavoro per il personale non obiettore è di circa 1 IVG a settimana, una condizione che tutela sia la qualità del servizio sia i diritti del personale sanitario.
In confronto con le regioni “bandiera nera”:
- Abruzzo: 12,2 IVG/settimana
- Campania: 8 IVG/settimana
Più critica la situazione nella Provincia Autonoma di Bolzano, dove nel 2024 il 74,3% dellɜ ginecologɜ negli ospedali di Bolzano e Merano risultava in obiezione di coscienza.

