L’ABORTO DOPO I 90 GIORNI – COME FUNZIONA ALL’ESTERO?
Nel caso in cui vengano diagnosticate gravi malformazioni o patologie fetali, in Italia la Legge 194 non pone un limite netto per poter effettuare l’aborto dopo i tre mesi (più precisamente, dopo i 90 giorni).
Tuttavia, l’Articolo 7 dice che quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto, l’interruzione della gravidanza può essere praticata solo nel caso di grave pericolo per la vita della donna e che il medico che esegue l’intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto.
Quindi, il cosiddetto “obbligo di rianimazione del feto” è un dovere del personale sanitario, che interviene per tentare di salvare la potenziale vita qualora, durante la procedura di interruzione terapeutica di gravidanza, il feto dovesse mostrare la capacità di poter sopravvivere.
Al momento in cui scriviamo, il feto più giovane sopravvissuto a un parto prematuro risulta di 21 settimane, anche se è stato un caso mediatico capitato negli USA che ha creato scalpore per la sua rarità. Significa che ad oggi in Italia quando si è oltre le 20 settimane, potrebbe essere difficile trovare assistenza sanitaria.
In altri Paesi esteri, come il Belgio, la Francia, la Slovenia, la Grecia e il Regno Unito, la legislazione è diversa da quella italiana. Lo abbiamo visto già per l’Interruzione Volontaria di Gravidanza, quindi senza malformazioni o rischi per la vita della persona incinta.
In questi paesi, ad esempio nel Regno Unito, l’Interruzione Terapeutica di Gravidanza è a volte possibile anche oltre la 24ª settimana.
Riteniamo che siano informazioni utili per riflettere sul tema dal punto di vista politico e legislativo.


