La mappa di Laiga: come è nata e perché serve ancora

Siamo al debutto del 2026 e, ancora oggi, chi ci contatta chiede sempre la stessa cosa:
“Dove posso ottenere una IVG in tempi utili?”
Oppure:
“Abbiamo scoperto che il feto è incompatibile con la vita, abbiamo bisogno di un’Interruzione Terapeutica di Gravidanza, ma la nostra équipe medica ci ha abbandonato. Cosa facciamo?”

Domande semplici, che però in Italia non trovano risposte pubbliche, chiare e aggiornate.
Non esiste – ancora oggi – un sistema istituzionale che dica in modo trasparente, esaustivo e aggiornato dove e come accedere ai servizi IVG e ITG, quali tecniche sono disponibili e dov’è che l’obiezione di coscienza rende impossibile un’assistenza sanitaria dignitosa, anche se la Regione dovrebbe vegliare perché ciò non accada mai.
In un Paese con un tasso di obiezione altissimo, l’assenza di informazioni è un ostacolo strutturale all’esercizio di un diritto.

Come è nata la mappa di Laiga

Già dal 2008 LAIGA aveva individuato due priorità:

  • dare informazioni immediate e affidabili a chi deve abortire, senza perdere giorni preziosi
  • trovare e collegare lə pochə professionistə non obiettorə in tutto il Paese.

Da qui è nata l’idea: creare la prima mappa nazionale dei servizi IVG basata su informazioni raccolte dal basso, telefonando agli ospedali esattamente come farebbe l’utenza.
Le risposte erano estremamente variabili: da reparti collaborativi a telefoni muti, omertà, risposte incomplete o ostili.
Ma proprio da quel lavoro frammentato è nata la prima versione pubblica della nostra mappa.

Una mappa in continuo cambiamento

La pandemia ha reso tutto ancora più difficile: reparti chiusi o spostati, consultori sospesi, personale trasferito. Un quadro così instabile ci ha costrettɜ a pubblicare una mappa “viva”, destinata a cambiare continuamente. E così abbiamo continuato.

A che punto siamo oggi

Nel 2025 è uscita anche la mappa ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità, un passo avanti in termini di trasparenza pubblica. Tuttavia, i dati istituzionali non sempre riflettono i cambiamenti reali e frequenti dei servizi: siamo a marzo del 2026 e i dati riguardano il 2022.
Per questo LAIGA continua a mantenere una mappa aggiornata quasi quotidianamente, basata sulla realtà vissuta dalle persone che cercano una IVG o un’ITG. E lo facciamo anche grazie al supporto di una fitta rete i cui nodi percorrono tutta l’Italia, una rete che ogni giorno informa chi ha bisogno di abortire.

Insieme, di continuo assistiamo all’apertura o chiusura di servizi, al pensionamento dell’unicə ginecologə non obiettore, a cambiamenti improvvisi nelle tecniche disponibili.

Per questo continuiamo a monitorare ogni centro uno per uno, aggiornando la mappa sulla base di:

  • informazioni fornite dalle entità operanti sul territorio
  • segnalazioni da personale di ospedali e consultori
  • telefonate dirette
  • segnalazioni dell’utenza, che poi verifichiamo

La versione attuale della mappa è stata realizzata grazie ai fondi del FEM – Fondo Femminista SEMIA e al contributo prezioso di volontarie, collettive e associazioni locali che ringraziamo per il lavoro costante accanto a chi deve abortire.

Per chi desidera un punto di vista basato esclusivamente sulle esperienze dirette delle utenti – positive o negative – segnaliamo anche la mappa di Obiezione Respinta, consultabile sul loro sito.

Altre notizie