conferenza stampa

L’evento

Il 5 febbraio 2026 alle 10 Laiga sarà in conferenza stampa dalla sala della Camera dei Deputati (via della Missione 4, Roma) con la deputata Gilda Sportiello, la psicoterapeuta e attivista per i diritti sessuali e riproduttivi Federica di Martino, la giornalista freelance Federica Pennelli, la giornalista Corinna de Cesare e l’attivista Matteo Cadeddu (My voice My choice).
Insieme, torniamo a denunciare un problema: l’ultima relazione da parte del Ministero della Salute al Parlamento italiano sul tema dell’aborto è stata presentata nel 2024 ed esponeva dati vecchi di 2-3 anni, senza le tabelle dei dati, tra cui quelle sull’obiezione di coscienza. Esponenti del Governo hanno spesso ripetuto che il loro obiettivo politico è la piena applicazione della Legge 194, ma per ora questo governo ha il record del ritardo maggiore mai registrato in 46 anni. Nemmeno durante la pandemia da Covid-19 l’Italia ha raggiunto un tetto simile.

👉L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla web TV della Camera dei deputati ed è a ingresso libero tramite accredito fino a esaurimento dei posti disponibili. Per accreditarsi è necessario inviare un’email all’indirizzo segreteria.sportiello@camera.it. Accendete YouTube e guardate la diretta per dimostrare che l’argomento è di vostro interesse.

Perché è un problema grave?

L’OMS, l’Agenzia delle Nazioni Unite specializzata per il raggiungimento della migliore salute psicofisica collettiva, di cui l’Italia fa parte dal 1947, evidenzia che “La mancanza di dati esaustivi porta a valutazioni imprecise sull’incidenza e sulla sicurezza dell’aborto, complicando la pianificazione dei servizi sanitari.”
Nel 1978 sono state approvate la depenalizzazione e la regolamentazione dell’aborto con una legge, la 194.
L’Articolo 16 della Legge 194 impone:

  • al ministro della sanità la presentazione al Parlamento di una relazione sull’attuazione della legge e sui suoi effetti, indispensabile anche per una questione di prevenzione. Scadenza: ogni anno entro febbraio;
  • alle Regioni, a fornire le informazioni necessarie a stilare tale relazione, entro il mese di gennaio di ogni anno;
  • Al ministro di grazia e giustizia, spetterebbe lo stesso compito del ministero della salute.

Dal 1978 si sono susseguiti diversi ritardi, con la conseguenza costante dell’impossibilità da parte dello Stato di agire tempestivamente nell’interesse della salute collettiva.

Se anche nel mese di febbraio 2026 il ministro Schillaci presentasse una relazione in Parlamento, questa si baserebbe sui dati di 3 anni fa.

Di chi è la colpa?

Nel novembre 2024, sollecitato per il rilascio dei dati (allora fermi al 2021), il Sottosegretario di Stato per la Salute dichiarava che la trasmissione dei dati relativi al 2023 da parte delle Regioni e delle Province autonome all’Istituto Superiore di Sanità e all’Istat era ancora in corso, rispondendo a un’interrogazione della deputata Gilda Sportiello. Tuttavia, almeno l’Istat aveva già pubblicato un report sull’IVG con i dati del 2022. Nel momento in cui scriviamo, i dati riferiti all’intero anno 2025 sono ufficialmente richiesti dall’Istat alle Regioni entro il 30 aprile 2026, 2 mesi dopo il mese di febbraio.

Che fare?

La deputata Gilda Sportiello ha presentato diverse interrogazioni parlamentari in proposito, l’ultima lo scorso novembre, ma non è mai arrivata una risposta che includesse la stima di una data in cui il Ministro potrebbe finalmente adempiere al suo ruolo. Indispensabile che la questione venga seguita da tuttə, soprattutto dalle persone aventi diritto di voto. Leggi l’articolo su In genere e, soprattutto, accendi YouTube il 5 febbraio alle 10.